HotWheels, ovvero il primo vero videogioco
Uffa! Uffaaaa!! Fino a questo momento ho potuto relazionare su questo blog una sorta di idillio tra una mammina attenta e dei piccoli smanettoni che scoprono il computer e la rete. Fino ad ora, intendo, mi sono sempre sentita completamente dalla parte dei miei bambini, e volevo rivolgere tutte le mie critiche a quelle aziende tonte che non capiscono come si sta su internet in generale e tantomeno come si fanno siti per bambini.
Ora sono nei pasticci: i miei bambini stravedono letteralmente per un sito orrendo, quello delle Hot Wheels, nota marca di macchinine per maschiacci (e quindi immediatamente adorata da Anna, ovvio). Con stravedono intendo proprio che giocano solo con questo diavolo di sito da giorni, e se lo contendono, tanto che ho dovuto istituire turni e regole draconiane per evitare liti e strappamenti di mouse tra consanguinei. Insomma, a loro piace, a me no. Sono costretta a parlarne bene? Mah.
Per essere un classico caso di sito di una marca di giocattoli, devo ammettere che è fatto in modo furbo. E' semplicemente una miniera inesauribile di giochi. Punto. E con il fatto che si gioca con la versione virtuale di machinine che esistono veramente, ecco che il marketing è servito, senza aggiungere niente di più. Come principio è giusto. Il problema (per me) è che la Hot Wheels ha sposato in pieno il gusto del suo target "bambino maschio in età scolare": i giochi sono a base di fuoco, bombe, esplosioni, distruggi, ammazza, trita, vai come un pazzo ecc. Il tutto condito con rumori esagerati e musica martellante. Un mix satanico che ha strappato a mia figlia un grido di vittoria: "Un VERO videgioco, mamma! Io ho sempre SOGNATO di giocare a un videogioco!". Sono rimasta di sale. (E ho subito pensato a quali vie hanno preso i geni per passare da mio fratello direttamente a mia figlia, considerando i 2mila chilomentri che li separano. Ma questa è un altra storia).
Alcuni giochi sono carini, è vero (tipo questo!). Però sono comunque un po' da grandi. E lo stereotipo del bambino maschiaccio impera sovrano, di una stupidità totale. Ma ha avuto un tale successo che anche il piccolo Malo si è buttato nell'arena, anche se ovviamente non riesce a vincere assolutamente mai.
Insomma: uffa!
Pasta di sale all'ora di cena
Forse solo chi ha a che fare con i bambini molto da vicino sa quanto deliranti possono essere le serate. Qualche volta di più, qualche volta di meno, ma le ore che passano tra le sette (detta infatti anche ORA X) e le nove o dieci di sera sono le più difficili della giornata. Un regalone soprattutto per le mamme che tornano dal lavoro già mezze stravolte. Cena, bagno, stanchezza mescolate all'assalto dei bambini alla mamma degenere che non si è fatta vedere tutto il giorno... aggiungiamoci le solite gradevolezze casalinghe: lavatrici, piatti, giocattoli spalmati sui pavimenti di tutta la casa a mo' di trappole mortali... beh, insomma, diciamo che non è l'ora delle telefonate.
Ieri sera però ho avuto conferma di una cosa che può sembrar strana: mettetevi a fare la pasta di sale! No, non sono completamente impazzita per i motivi sopra elencati, è un intrattenimento perfetto! Molto meglio del computer, che nei momenti critici secondo me andrebbe evitato: non favorisce il rilassamento, e isola il bambino nel momento in cui invece vuole sentirsi in famiglia. Ho trovato non ricordo dove una ricetta velocissima da fare, che funziona bene:
100 gr farina, 50 sale fino; 60 ml di acqua; 10 ml di olio... sono in grado (quasi) di impastarsela da soli, e diventa subito elastica e non sporca, meglio del pongo. Una volta riforniti di attrezzi del mestiere (mattarellino, formine dei biscotti, varie ed eventuali) riescono a piazzarsi buoni bravi e indaffarati sul tavolo di cucina almeno per quella mezz'ora che serve a recuperare il controllo della situazione. Poi, per gli artisti raffinati come Anna, bisogna prevedere anche la cottura in forno dei capolavori: a 100 gradi per 40 minuti (grosso modo, ma non ne sono tanto sicura). Inoltre se avanza un po' di pasta, si conserva benissimo avvolta nella pellicola trasparente.
E, sinceramente, vederli lavorare con le mani con tanto gusto è un vero piacere dopo una giornata passata tra i bit e le parole.
La torta al pesce di Daniel
L'altro giorno ero in cucina quando sento risate matte provenire dalla stanza del computer. Più che risate era uno scompisciamento con apnea e ribaltamento da sedia, una risata totale, come sanno fare i bambini. Vado a vedere incuriosita e trovo Malo che impazza sul sito di Daniel Cook. Visto che non l'ho citato fino ad ora, mi tocca rimediare al più presto. E' il secondo sito preferito dal mio bambino - dopo il Pesce Rosso, ovviamente. E' il sito di un telefilm canadese, che va in onda su una cable tv dedicata ai piccoli (Treehouse tv della Corus Entertainment) e su una televisione culturale pubblica Ontario tv. Il finanziamento pubblico risulta evidente (ma lo noto solo ora) dai bollini in home page. Il sito merita di essere citato perché è fatto veramente bene, è molto "kid friendly": si naviga interamente attraverso i disegni, e in più Daniel Cook in persona parla ai piccoli navigatori raccontando loro che cosa c'è dietro ogni link, e intrattenendoli. In effetti Daniel parla inglese, ma i miei tester italiani non sembrano preoccuparsene più di tanto. E altra cosa molto gradita, dopo una breve sigla si passa ai giochi! L'home page è la stanza dei giochi, dove il mouse è invitato a curiosare e cliccare qua e là... l'esplorazione di ambienti virtuali pieni di sorprese è una delle cose più divertenti per i bambini, se è fatta bene. Nel caso di Daniel Cook abbiamo la prova che i finanziamenti pubblici per i prodotti educativi in Canada non sono dati a caso: non solo si trovano giochi stimolanti e creativi, ma chi li ha inventati conosce davvero i gusti infantili. 
Per esempio, la torta: quello che faceva impazzire dal ridere mio figlio era cucinare una bella torta fragrante: si prendono burro, uova, latte, farina, poi si passa agli ingredienti opzionali: cioccolato, caramelle, uva, pesce, broccoli... Che divertimento matto infilare una testa di pesce in una torta e poi mangiarla con gusto! Un omaggio all'arte della schifezza, vero cult dell'età prescolare. Torno a dire, chi ha fatto questo sito sapeva il fatto suo.
Essere o non essere... a Rapallo?

Questo fine settimana di sole caldo, mare e campagna ha portato con sé anche un ottimo progresso sulla via dell'armonia: abbiamo superato la diatriba familiare sul cartello che segna l'inizio del territorio di Rapallo. I cuccioli d'uomo in questione - che fin'ora si sono dimostrati sorprendenti nel capire al volo i concetti di simbolo, segnale, marchio ecc. - si erano impuntati su una questione apparentemente banale. Per loro infatti era inconcepibile che dalla parte in cui il nome della località è cancellato da un rigo rosso ci si trovi nel luogo indicato, e dove invece c'è la scritta non cancellata, si sia fuori dai confini. Anna in particolare mi ha torturato a lungo, con abile tecnica: "dimmi la verità, la verità vera..." per poi imbufalirsi alle mie spiegazioni che le sembravano palesemente contro logica. 
Ora finalmente la pace è tornata. Nel passaggio obbligato davanti al cartello, siamo addivenuti a un risultato: da qui in poi non siamo più a Rapallo. Uff, che fatica per queste quattro paroline... per festeggiare abbiamo fatto qualche foto!
I bambini amano gli animali
E come no. Abbiamo passato una micro vacanza di Pasqua (una vacanza micra direbbe malo) meravigliosa, una pasqua pasqua. La campagna era traboccante di primavera; amici, scorpacciate, germogli, fiori ovunque, giochi pazzi, risate. Quando siamo a Rapallo mi risulta chiaro che si, i bambini amano la tecnologia, ma non sono ancora plasmati dalla tecnologia. Impazziscono per il telefonino dei genitori, ma una coccinella sulla mano è un'altra cosa. Mi sembrano a volte una sorta di anello mancante tra il regno animale e quello che l'uomo si è costruito credendo di essere qualcosa d'altro. Una dimostrazione l'ho avuta lunedì.
Mamma: che cosa hai in bocca?
Anna: (ciomp, ciomp) niente!
Mamma: come niente?? Ti ricordi vero quello che abbiamo detto sulle piante velenose?
Anna: si si
Mamma: (minacciosa) ti ricordi quello che ti è successo assaggiando le calle? E che possono essere mortali...
Anna: ma non ho toccato le piante.. (esita) è che c'era una formica. Io ho ammazzato la formica, le ho rubato il carico e l'ho mangiato!
Mamma: uahhhh hahaha
(la risata coglie di sorpresa anna che sobbalza, poi guarda incredula... pensa: me la sono cavata così a buon mercato? da un'incipiente ramanzina con i fiocchi siamo passati alla risata, mah).
I bambini non amano gli animali come facciamo noi. Loro si sentono animali. Se le formiche si sbattono tanto per portare sta roba su e giù sarà buona, giusto?
Mamma Rai è un po' distratta
Cara Rai,
ti scrivo per farti una proposta. Invece che spendere tanti soldi negli spottoni autopromozionali, tipo "Non lasciate i bambini da soli davanti alla tv" oppure "la rai pensa ai bambini", che tanto sono tutti puri lavaggi di coscienza che niente hanno a che fare con la vostra programmazione, perché non investite qualcosina anche sul vostro sito per bambini?
Parlo di Junior, iniziativa lodevole, ma che mi sembra invecchiata un pochino, e anche un po' acciaccata. Tanto per cominciare la navigazione è davvero difficile: c'è un menu puramente testuale sulla destra; e un'ambientazione in cui si nascondono molto bene altri link. Poi ci sono cose che si cliccano e si muovono ma non portano da nessuna parte. Il disegno della home è carino, ma le esigenze dei bambini non sono molto diverse dalle nostre: amano poter girare da soli nei siti, sapere dove sono, tornare indietro a piacimento, riconoscere le cose. L'unica differenza è che molti bambini che usano internet non sano ancora leggere. E quindi è inutile scrivergli "fai così e così, poi clicca li e poi vai là". Invece lo stile di Junior è quello di fare confezioni molto "baby friendly" per nascondervi orrendi polpettoni in pessimo stile scolastico.
Mettiamo pure che il nostro tenace bambino sia arrivato fino alla sezione giochi, dove disegnini e iconcine sono presenti in abbondanza: mi volete spiegare però con quale criterio - come si vede dalla foto sopra - ne usate due identiche per accompagnare due tasti diversi? Crudeltà mentale? Esigenze di bilancio?
Eppure qualcuno di bravo lo conoscete. Qualcuno per esempio che ha fatto il sito dell'Albero Azzurro, vostra trasmissione che ultimamente è migliorata in modo notevole e che ha un sito "come si deve". Ne parliamo alla prossima.
Le vacanze più belle
Oggi mi trovavo per caso davanti a una bancarella di libri in piazza Colombo. Ho notato un atlante per bambini gigantesco, tutto di cartone enorme, pieno di animaletti e disegni vari... elefanti in africa, canguri in australia e via dicendo. Non ho resistito, pensavo "ecco, così anna che prima di addormentarsi mi chiede se la francia è più lontana della nuova zelanda, avrà pane per i suoi denti, hehe...". Così arrivo a casa dotata di regalo, sicura di fare grande colpo.
Ovviamente - come sempre succede ma chissà perché tutte le volte mi illudo - visto che ci contavo il regalone è stato considerato al massimo per 4 minuti. Però a cena ho avuto illuminante esempio di come si formi il concetto di geografia nel cervellino degli under6:
Anna: Sai qual è la vacanza più bella del mondo? Rapallo! (la casa di campagna dove andiamo sempre, ndr). Ma ce n'è una ancora più bella.... la Nuova Zelanda!!
Mamma: !!
Anna: Ma, davvero, la più bella di tutte, ma proprio di tutte... Populonia Stazione!! (e fa partire un auto applauso, subito seguito a ruota da malo)
Mamma: !!! :-D
Se qualcuno non sapesse dove si colloca Populonia Stazione non se ne deve però far cruccio: trattasi di 4 case, due supermercatini e un bar a metà strada tra San Vincenzo e Piombino, alle spalle del Golfo di Baratti. Ah, dimenticavo! C'è anche uno scivolo e appunto una stazione
Dico si, anche io
Ho trovato girellando questa iniziativa pro-Dico sul blog di Axell. Non aspettavo altro, in effetti, e mi ha colpito che qualcuno, come me, sia rimasto sconvolto dalle affermazioni allucinanti della Chiesa che compaiono tutti i giorni sui giornali. Dobbiamo fare coming out? Ok, io e Gigi non siamo sposati. I miei figli sono nati fuori dal matrimonio. E continuo a non capire come questo può danneggiare in qualche modo chi invece si è sposato e chi crede nella dottrina della Chiesa. Insomma, già che ci sono vi pubblico una bella foto di noi satanassi assetati di sangue che "nulla ci separa dalla pedofilia e dall'incesto". Minacciosi vero?

Ho imparato due cose che sapevo
E ben mi sta. La prima cosa: nessuno ti regala niente. La seconda: le poste sono pur sempre le poste. La cosa buffa è che ci sono cascata pur sapendo che ci stavo cascando.
Era ovvio 1 - Cerco per il sito di un cliente un servizio di statistiche. Chi gestisce il server sembra dormire sulle tastiere, così, dopo mesi di attesa, mi decido a cercare qualche servizio a pagamento. Mi imbatto però in un servizio gratuito, statistiche.ws; dette anche fast-track. Insomma, ingolosita dall'occasione mi iscrivo. E scopro che è un servizio bellissimo. Stupendo, completissimo, si possono iscrivere anche più siti, senza contatori visibili, senza pubblicità. Arriverà un po' di spam, penso. E invece no, o almeno niente in grado di superare i filtri di Gmail.
Il paradiso per fortuna è durato poco: dopo un paio di settimane mi scrive un utente: "Carino il sito, ma perché mi chiede di scaricare un dialer?". Ecco fatto, svelato il mistero. I furbissimi di fast-track usano i siti che si iscrivono per (cito dal contratto, che ovviamente non avevo letto tutto, come al solito!): "pop-under, pop up, pay internet, redirect, change user connection..." una specie di abbuffata di tutte le peggiori carognate via web. Vi chiedete che cosa vuol dire ws? Isole Samoa, strano vero?
Era ovvio 2 - La solita burocrazia funesta. A Genova prende spesso il nome di Genova Parcheggi, una macchina infernale gestita da idioti. Per rimediare all'ultimo dispetto della suddetta, cerco un modo indolore di pagare 12 euro. Bonifico? Niente. Solo bollettino postale. Ma forse - mi viene un'illuminazione - le poste permettono di pagare i bollettini online... si sono sbattute tanto per portare i servizi su internet eccetera... La caccia sembra fortunata: si può! Però bisogna registrarsi. Pazienza. Comincio a compilare una serie di lunghissimi moduli per registrarmi, confortata dal pensiero di saltare la coda allo sportello, e arrivo finalmente alla fine. "Complimenti! Tutto a posto. Ora devi solo aspettare il telegramma con il codice di accesso". IL TELEGRAMMA?? Le poste attivano gli account online tramite telegramma!! Che arriva - ho fatto una rapida indagine - magari dopo mesi. Finiti i sogni di gloria, l'ufficio postale mi aspetta. Porto un libro?
Rettifico! Pingu vive, e parla tedesco
Avevo alzato un ululato di dolore alla scomparsa del mervaviglioso sito di Pingu, rifatto in modo scriteriato... ebbene, ora scopro che in realtà vive ancora. E' andata così:
Primo aprile, domenica mattina, pioggia
Anna: Mamma voglio il computer
Mamma: Va bene
Anna: Voglio Pingu
Mamma: no, tesoro, ricordi? Il sito di Pingu fa schifo, è orribile! (teme in cuor suo di essere costretta a vagare per il sito aiutando la pargoletta che non trova niente di bello e si infila in tunnel senza uscita tipo "iscriviti al club"... oppure "consigli per i genitori")
Anna: Voglio Pinguuuuuuu!!!!
Mamma: (sospira) va bene. Clicca sulla versione inglese...
Anna: no, non voglio l'inglese. Voglio.... il tedesco!
Mamma: ma... e va bene, va bene tutto (ma quanto rompe stamattina?)
Anna clicca sulla bandiera tedesca - non saprò mai come fa a conoscerle - e, sorpresa! compare il vecchio sito di Pingu! Alte grida di vittoria si elevano al cielo! Un po' a tentoni la aiuto con i menu in lingua germanica, e via con la slitta pazza! Uihuuuu





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