Tetris spazzatura!
"Voglio tettriiss, tetris spazzaturaaaa". Da qualche giorno malo si aggira per la casa lanciando questo grido di guerra. Gli zii gli hanno regalato - anzi hanno regalato ad anna, ma per una volta i giochi non slittano magicamente dal minore alla maggiore ma viceversa - un tetris da attaccare alla televisione. Due scatolette joistick coloratissime, i due cavi giallo e bianco, che ormai i bimbi sanno attaccare da soli, e il gioco è fatto. Il caro vecchio tetris è di nuovo in onda.
La cosa buffa è che tutti credevamo piacesse soprattutto ad Anna, che anche per ragioni di età è la più fanatica di queste cose. Invece il Tetris fa letteralmente impazzire il mio bimbo. Credo che incontri il suo gusto per la tecnica, l'ordine e la precisione (deve essere il suo ascendente Vergine, perché in casa non ha molti buoni esempi da seguire...).
Tetris garbage è un tipo di tetris in cui ci si ritrova già alla partenza dei blocchetti in terra a dare fastidio. Hanno apprezzato soprattutto il nome. Il fatto è che Malo gioca a Tetris a modo suo, ovvero come gioca con i cubetti di lego, a fare costruzioni. Anzi a volte cerca di fare costruzioni più alte possibili, e quando arriva in cima esulta "ho vinto!!". Oppure gioca a ruotare furiosamente i pezzi per vederli scendere in modo artistico. Oppure ancora gioca a farli cadere più in fretta che si può, una sorta di pioggia battente di blocchetti. Sua sorella invece cerca di giocare come si deve giocare, e dopo un po' si stanca di non riuscire a farlo bene. Anzi si arrabbia: "Non giocherò mai più a quello stupido tetris" mi ha detto furiosa l'altro giorno. Meno male che invece qualcuno è oltre.
Attenti al computer mannaro
Nell'immaginario di ogni bambino come si deve ci deve stare un bel lupo cattivo. I ragazzini di oggi optano spesso per un lupo mannaro. Poi c'è anche un coniglio mannaro. Ma un computer mannaro davvero non sarei riuscita a immaginarmelo. Invece si è materializzato su un foglio di carta, disegnato con un bel pennarello rosso, e aveva anche orribili denti di stuzzicandenti, appuntiti da far paura.
Tutto è cominciato domenica mattina, quando Anna guardando la trasmissione E' domenica Papà, ha visto il presentatore mostrare al pubblico i disegni dei bambini. Stranamente la cosa l'ha ispirata, è corsa a cercare carta e pennarelli e si è dedicata a fare il suo disegno. "Poi lo mandiamo anche noi, vero mamma?". "Certo tesoro. Magari guardiamo sul sito l'indirizzo..."
Finito il disegno - pieno di parolacce tipo cacca pipì e puzza e disegnini in tema, sicuramente troppo trasgressivo per finire sulla raitivvù - Anna si ferma. Sguardo nel vuoto. Sguardo sul disegno, tra le mani. "ma come facciamo a mandarglielo, è di carta...". "Con la posta tesoro. La POSTA, quella normale , con le buste e i francobolli". "Ah, già".
Accidenti, si vede che sono nati nel nuovo millennio. A questo punto non so perché il computer che era nel disegno è diventato mannaro. Infrangendo decisamente anche le ultime speranze di una gloria televisiva.
Scienza pazza per bambini curiosi
Ho finalmente guardato anche io il sito che Anna ha scoperto qualche giorno fa e che le è piaciuto così tanto da popolare disegni e giochi anche a computer spento. Non è in realtà un vero sito, ma una trasmissione della Rai che si può raggiungere da RaiClick (credo ci sia arrivata cliccando a caso, ma non lo so mi sono persa dei passaggi). Si chiama Hit Science, nome pessimo, difficile da pronunciare e ricordare, che però appartiene a un programma davvero carino. Un manipolo di ragazzi strampalati e una ragazza indiana di nome Vandana guidano i bambini alla scoperta della scienza.
Ogni puntata ha un filo conduttore, anche se a volte è un po' blando, e tra musica e gag di vario tipo il gruppetto si dedica a spiegare principi di fisica o di biologia, di medicina e matematica. Oggi abbiamo visto una puntata sulle forze, in cui si è parlato di aerodinamica, di forza centrifuga e centripeta, di velocità del suono e della luce. Roba piuttosto difficile, io non la consiglierei sotto gli 8/9 anni. Anna però ne è entusiasta. Anche se non capisce tutto, l'idea che qualcuno le spieghi come funzionano le cose magari attraverso dei veri esperimenti la fa impazzire. E questo è evidentemente il programma che fa per lei. D'altronde dovevo immaginarmelo: quando le ho portato la prima trottola - avrà avuto al massimo tre anni - mi ha chiesto: "Mamma, perché la trottola gira? Ho capito che la fasi girare ma esattamente come fa a girare?"
PS: il sito ufficiale è questo: www.hitscience.rai.it.
Giovani e creativi, davvero
Girovagando con Anna in cerca di arte contemporanea in forme e modi adatte alla mia bimba, ci siamo imbattute in una bellissima iniziativa del Beauburg, che per festeggiare i suoi 30 anni ha aperto le sue pagine alla vena creativa di chiunque voglia cimentarsi. Si può guardare le opere create dagli utenti e selezionate dallo staff (sicuramente selezionate, sono tutte belle!) oppure cimentarsi a creare la propria. La parte creativa per la fanciulla non è stata un successone perché è basata quasi interamente sul testo, sulla parola scritta. Ma è stata invece un'ora a girellare per la gallery, divertendosi davvero tanto. La cosa più carina è guardare i nomi e le età di chi ha prodotto queste opere: quasi tutti giovanissimi. A leggere i giornali i ragazzi sotto i 25 sono tutti delinquenti, dementi e buoni solo a mettere video violenti su YouTube. Oppure sono una sorta di entità astratta da incensare in modo vacuo. Date un'occhiata invece a questi giovani (veri) creativi...
PS: meglio con Firefox, almeno nel mio computer, si vede senza installare niente
Piccole consumatrici cercasi
Ultimamente stanno uscendo tante notizie sull'internet dei piccoli. Una di queste, essendo uscita sul New York Times con un ampio servizio, è stata ripresa da vari giornali e ha stuzzicato la mia curiosità. Ovviamente, visto che è un periodaccio tremendo arrivo a scriverne qui circa una settimana dopo. Le notizie fresche le riservo a VisionPost!
Il NYT racconta di come una serie di siti per bambine abbiano portato il vecchio classico gioco delle bambole sulla rete, rinverdendo la tradizione e mescolandola con un tocco di social network e di 2.0. Ora, anche a prima vista usare internet per giocare alle bambole non sembra la cosa più furba del mondo: le bambole sono belle proprio perché si possono toccare, vestire, svestire, lanciare, coccolare, dipingere, portare nello zainetto. Insomma perchè sono vere.
Andando poi a dare un'occhiata da vicino a una di queste "stelle" del web per fanciulle, Star doll, che sbandiera 8 milioni di utenti registrati, i miei dubbi sono diventati vera repulsione. Star Doll è un sito rivolto a bambine e ragazzine, dai 7 anni ai 15-16 suppongo, in cui si possono vestire le bambole virtuali, disegnate in due dimensioni, proprio uguali a quelle di carta che avevano i vestitini con le linguette da girare dietro (odiavo anche quelle, allora). Il tocco in più è dato dal fatto che si può creare in questo modo anche il proprio avatar - la MeDoll - e socializzare con le altre. Si può partire scegliendo tra una serie sterminata di bambole attrici o cantanti, e non mancano i bamboli maschi - in un ruolo un po' sfigato di valletti, come è sempre stato d'altronde fin dai tempi di Ken. I disegni delle donne e dei vestiti sono estremamente accurati e la scelta abbondante. Il sito si presenta nella lingua del visitatore, traducendo anche i profili delle altre utenti. Insomma, un progetto ambizioso, pensato in grande. Ma talmente squallido nel suo messaggio, semplicissimo e palese: produci - consuma - crepa, da lasciare interdetti. Ho fatto fare ad anna anche una prova d'uso. Ha girellato qua e là, ha persino trovato una bambola punk con cui si è divetita un po' , tra ragnatele e fiori insanguinati. Ma continuava a finire su finestre che invitavano a iscriversi e a fare acquisti e non riusciva a uscirne da sola. No comment.
Una famiglia senza televisione
Non so, sta succedendo qualcosa di strano a casa mia. Si sta rompendo tutto... no, un attimo questo non è strano. A casa mia si rompe sempre tutto. La cosa strana è che si è rotta di colpo la televisione, e anche le mie scarpe nuove da 24 euri. Il primo evento ci ha lasciato attoniti, un po' storditi, poco più. Il secondo mi ha gettato personalmente nello sconforto, anche perché si è aggiunto al lavaggio maldestro del mio maglioncino BELLO, e allo smarrimento della mia collana amatissima.
Ma quello che volevo dire è che ci siamo trovati di improvviso senza televisione. I sacri cartoni del mattino su raidue, lo zapping serale di gigi, il quiz delle sette di sera, geo&geo con la sagramola, "missione natura" la domenica sera (anna!). E quella montagna di pubblicità che ci accompagnava almeno un po' tutti i giorni. Paf! spariti tutti in un secondo. L'effetto, a tre giorni di distanza è questo. I bambini non si sono spostati di una virgola. Ogni tanto anna chiede di vedere qualche cosa. Le rispondo che siamo senza tv. Lei dice: evvabbé, e passa oltre. Malo non ha mai guardato la televisione, quindi non gli cambia niente. Gigi è il più teledipendente di noi. Si lobotomizza sullo zapping che è un piacere. Se la tv c'è. Ma ha vissuto anche anni e anni senza, e quindi gli basta rispolverare le vecchie abitudini. La musica - pur attraverso uno stereo un po' scassato - è tornata di casa. Con questo non vuol dire che starò senza televisione per sempre, anzi spero di riaverla presto recuperando quella smessa dai miei. Però, però... non è male come esperimento. E di sicuro rivela una cosa: manca molto di più agli adulti che ai bambini, in barba ai pubblicitari, che bombardano di spot specialmente i bambini italiani con un'interruzione ogni 5 minuti (della serie: ce ne eravamo accorti).





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