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Archivio Settembre 2007

Pucca per sempre

di fraffra (26/09/2007 - 11:29)


YouTube è una fonte utilissima anche per i piccoli. A noi per esempio ha risolto un piccolo dramma: ci ha restituito Pucca. L'abbiamo conosciuta grazie alla raitivvù, poi, sparita dal palinsesto televisivo, abbiamo cercato di ritrovarla sul suo sito ufficiale. Ma quest'ultimo è di una lentezza scoraggiante, talmente lento che provare a vedere i cartoni diventa un'impresa ciclopica, in grado quasi quasi di scoraggiare anche i piccoli (che contrariamente a molti adulti dimostrano una straordinaria tolleranza verso i difetti della rete. Anna si piantava per decine di minuti davanti al computer in attesa di qualcosa). E così ci è venuta l'idea di cercare Pucca su YouTube, e abbiamo scoperto che ci sono moltissimi video. Per chi non la conoscesse, consiglio un assaggio. A casa nostra è diventata un mito: il tratto grafico geniale (talmente semplice che anche una mamma subdotata nel disegno come me può fare riproduzioni eccellenti), le storie minimali e un po' surreali, i personaggi buffi piacciono sia ai bimbi - anche a Malo, che non guarda mai cartoni - e anche a noialtri cresciutelli. Unica avvertenza: è molto giapponese, se odiate il genere lasciate perdere.

Tag: cartoni,tv,web

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Tanto materiale poche parole

di fraffra (26/09/2007 - 11:10)

Che rabbia. Con tutto quello che mi sta succedendo potrei scrivere tre o quattro post al giorno, e invece mi accorgo di aver lasciato passare un mese. Uffa! Il lavoro nuovo mi lascia più ore libere, che vengono inesorabilmente riempite dai bambini, come vasi comunicanti, senza neanche un piccolo spazio residuo. Nello stesso tempo mi trovo nella condizione di osservare ben due generazioni di giovani tecnofili: quella dei "nati nel nuovo millennio", i figli, e quelli "nati con internet", alla fine degli anni '80. E questi ultimi sono davvero una sorpresa.
Un giorno (non ricordo a che proposito) si chiaccherava in classe sulla rete: tutti usano YouTube, scaricano film, li trasformano con programmi più o meno leciti, li riversano su cellulari appositamente modificati, partecipano a forum, a giochi di ruolo online, ai social network. Chattano, chattano, continuamente. Poi, la prof chiede: "Qualcuno sa che cosa si intende con "web 2.0"? Cala il silenzio. Nessuno - dico nessuno - aveva idea di che cosa volesse dire. è naturale. Per loro il web è ed è sempre stato 2.0. Quello di prima generazione non lo hanno mai visto. Loro sono il web 2.0, lo vivono, non ne parlano. Credo che aggiungere un po' di teoria alle loro sterminate conoscenze pratiche potrebbe essere utile. Però, chissà.

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Il museo che non ti aspetti

di fraffra (05/09/2007 - 22:31)


Finalmente a letto! Anche stasera come ogni santo giorno, cercare un po' di pace serale è un'impresa ai confini del possibile. Anche stasera mi sono addormentata in ginocchio vicino al letto di anna, cullata dalla mia stessa storia della buonanotte. Ma mi sono riavuta, la scoperta che abbiamo fatto oggi va assolutamente raccontata. Ho scoperto un altro museo strepitoso per i bambini: Galata Museo del Mare. E' stata una sorpresa. Eravamo partiti da casa con l'idea di prendere la navebus, un tentativo lodevole ma poco funzionale di fare un autobus via mare per collegare il centro della città con il trafficatissimo ponente. Ma la navebus è stata soppressa per il forte vento di tramontana. Così, ci siamo incamminati verso l'unico luogo al riparo dal vento e ancora inesplorato nei dintorni del Porto Antico, il Galata appunto. Mi immaginavo una copia un po' ingrandita del vecchio Museo Navale  - modellini, mappe, sestanti, bussole, in un mix indigeribile per i piccoli. Invece abbiamo trovato ricostruzioni (fin troppo realistiche, Anna era piuttosto impressionata dalle statue che sembravano vive), navi e imbarcazioni di vario genere a grandezza naturale da esplorare, macchinari funzionanti (gioia di Malo!), audiovisivi. Tutto il museo è costellato da idee furbe per rendere l'esplorazione multisensoriale, interattiva e sorprendente. Le famose spezie, per esempio, di cui leggiamo nei libri di scuola a partire dalle elementari, al Galata si possono vedere e annusare. Sembra una sciocchezza, ma secondo me è importante, soprattutto per i ragazzi. E facilita la visita a chi gira con figli piccoli al seguito. Il pezzo forte sono le simulazioni: si può guidare una baleniera (un gozzo grande) verso Capo Horn, oppure il Titanic tra i ghiacci. In entrambi i casi ci si trova a bordo di un'imbarcazione e di fronte scorre una riproduzione tridimensionale del mare, con la quale si interagisce manovrando il timone. La conquista di Capo Horn in particolare è spettacolare; si può scegliere attraverso una console touch-screen la situazione metereologica. Da non mancare la tempesta, ovviamente la preferita di Anna, che come al solito ha dato al gioco la sua classica interpretazione distruttiva e ha cercato in tutti i modi di affondare.
L'altro uso davvero buono dell'informatica l'ho trovato nella sala delle mappe: meravigliosi libri antichi di mappe (cinque-settecenteschi) sono conservati in bacheche di vetro, aperti a una determinata pagina. A fianco però, uno schermo e un mouse a pallina (non ricordo come si chiama) permettono di sfogliare virtualmente le altre pagine del volume, in modo molto efficace e semplice. La riduzione ai minimi termini di spiegazioni scritte e didascalie è forse un po' eccessiva: mi sono trovata più volte a non sapere che diavolo stavo guardando. Da provare le audioguide, che invece credo contengano spiegazioni per ogni elemento. E' il secondo museo, dopo il Castello de Albertis, che mi ha fatto una piacevole sopresa. Mah, si saranno sbagliati, forse i curatori non sapevano di essere a Genova ;-)

Tag: musei,Genova,mare

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