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Archivio Ottobre 2007

Sospensioni

di fraffra (31/10/2007 - 15:15)

Ci sono  sospensioni e sospensioni. Quelle che mirano a punire comportamenti tremendi tra le mura scolastiche, e le sospensioni scolastiche. Siamo alla vigilia di una bella sospensione scolastica, una vacanza. Dico vacanza, penso vacanza. Anche se sono pochi giorni. Spero di ritornare con più energia ma soprattutto con più spazio per me. Devo allargarmi un po' e smettere di farmi stringere intorno dalle cose. Anche quando sono meravigliose come i ragazzi della scuola. Oggi E. mi ha finalmente rivelato perché dice che forse lascia la scuola. è perché una ragazza con cui è stato è incinta e lo vuole sposare. Lui assolutamente no, ma dovrà comunque mantenere il bambino. Anni venti, classe terza,  molto religioso, equadoriano, buono come il pane. Però, però sto maledetto preservativo? L'avevo raccomandato pubblicamente in classe qualche giorno prima. Credo insisterò sull'argomento, a costo di litigare con i colleghi di religione. Ora però voglio solo occuparmi dei miei bambini, per fortuna ancora bambini, per ben tre giorni!

Tag: bambini,vacanze,disastri

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Verifica via sms

di fraffra (23/10/2007 - 21:56)

Classe quarta. Verifica di storia. Illuminismo, Voltaire, Russeau, cointratto sociale, sovranità popolare, luce della ragione, una zuppa del genere. Ad un certo punto sento che il brusio assume un tono inaspettato
"Psss... hei... to work, come fa? irregolare?
"to work worked worked no non è irregolare"
"Ah, ok"
(feroce giro di pollici sui cellulari)
"Hei, hei, to go?"
"Go went gone..."
Difficile da ignorare, si stavano suggerendo i verbi irregolari inglesi durante la verifica di storia. Mi avvicino con un grande punto interrogativo sulla testa, cerco di interrompere il maneggio sui cellulari e chiedo.
"Eh, prof è che è la mia tipa che ha la verifica di inglese..."
Gli eroi stavano colettivamente aiutando la tipa di r. a superare la sua verifica. In un'altra scuola, alla stessa ora. "Ma, dimmi un poco, ma di storia che fa? Magari se fate lo stesso programma segui un po' anche tu?"
"Si, si, l'illuminismo anche lei. L'altra volta le ho suggerito io le risposte. Ha preso otto"
Invece poi r. ha preso 5. Ma pensassero un pochino anche ai casi propri, sti ragazzi innamorati!

Tag: scuola,sms,amore

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Vecchi e cannoni

di fraffra (11/10/2007 - 16:22)

A scuola si scopre come tutto sia relativo. Il concetto di tempo, di vecchio e di giovane è qualche cosa di assolutamente soggettivo. Alla Totem si viveva in un limbo, dove - tutti più o meno trentenni - il problema del vecchio e del giovane non si poneva neppure. Quando è arrivata qualcuna un po' più giovane "che ha fatto i compiti con google" certo, un po' di impressione ce l'ha fatta. Ma è niente in confronto a quello che si vive a scuola. In aula docenti sono "una ragazzina", e posso godere della sorpresa dei colleghi che vengono a sapere che invece non sono tanto ragazzina. Anzi sono già mamma, e pure due volte. A lezione invece, sono la prof. E la prof non può essere giovane, altrimenti non sarebbe una prof. Oggi però hanno passato il segno.
(lezione su Baudelaire, L'anima del vino)
STUDENTE 1 - Certo che, prof, il vino che canta nelle bottiglie?? Ma che cosa si era fumato?
PROF - Oppio credo. Ma questo non vuol dire che basti fumare qualcosa per diventare Baudelaire! (e giù pappardella su come l'ispirazione sia nulla senza duro lavoro ecc.)
STUDENTE 2 - Ma, prof, confessi, anche lei da giovane si è fatta una canna?
(PENSIERI DI PROF - Da giovane? Ma senti questi...)
PROF - Ah, non sono un politico non sono tenuta a rispondere
STUDENTE 3 - Ma che credi? Quando era giovane la prof si facevano certi cannoni (mima)
(PENSIERI DI PROF - Ah! Questo è troppo, villani! ora mi sentite)
PROF - Sentite voi... ci tengo a precisare che negli anni '70 io ero molto molto piccola... sono nata infatti nel 1973!
STUDENTE 3 - Ah, si... mio padre quando gli ho detto che fumavo mi ha detto "ma figurati... mi facevo certe trombe io..." Poi però in effetti mi ha distrutto, mi ha fatto un mazzo così.
PROF - Bene, bene, mi sembra giusto.

Morale: che ti piaccia o non ti piaccia, sei rappresentante del mondo dei GRANDI. Meno male che sei già allenata a fare la mamma. Morale 2: il mondo dei grandi è un tutt'uno indistinto. Semmai anche la prof si fosse fatta un cannone, sarebbe sicuramente successo in un tempo remoto, quando era giovane. Meno male, la mia reputazione da adulta è data per scontata e non devo conquistarmela.

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Poeti a sorpresa

di fraffra (04/10/2007 - 22:26)

Il primo è stato Arzi. Poi a ruota un altro e poi un altro ancora. I miei studenti hanno fatto outing. Il che, in un professionale del tutto maschile  - una scuola da duri, dove si studia meccanica ed elettronica e idraulica e cose così - non è cosa da poco. "Lo sa prof che una volta ho scritto una poesia? E poi anche un'altra. Ho scritto due poesie". "Anche io in effetti ho scritto una poesia", ha aggiunto il suo compagno.  Oggi anche  Papas, anche lui. Con il braccialetto di cuoio con le punte e la collana in stile. "La vuole leggere la poesia?". "Vuoi dire che mi consegni la famosa scheda su Novembre del Pascoli? " "No, no, la mia poesia". E così dicendo smanetta con il telefonino - caso strano la sua poesia è affidata al telefonino, il vero cassetto segreto e personalissimo dei ragazzi. Poi un ripensamento "No, non posso mi vergogno". Ma ormai il dado è tratto. Gli prometto che mi allontanerò per leggerla senza occhiate indiscrete dei compagni. è una bella storia di pioggia, di gocce che contengono sogni. Del mondo che si ferma quando piove, e lascia scorrere i sogni, prigionieri nell'acqua. Poi sbaglio perché non leggo la fine. Era contenuta in un altro messaggino. Tutta in uno solo la poesia non ci stava. Straborda. Alla fine si capisce che è dedicata a una ragazza "Il nome è messo a caso" - si premura di precisare il poeta, nel tentativo estremo di dissimulare quanto sia bello essere romantici, con braccialetti a borchie tutto il resto. Prof intenerita assicurata.

Tag: poesia,scuola,ragazzi,telefonini,sorprese

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Mamme stravolte, non perdete la speranza

di fraffra (01/10/2007 - 22:45)

Una mia amica plurimamma si lamenta di non trovare ispirazione. Di sentirsi a terra, e di non avere di conseguenza l'energia sufficiente per inventare. Non è strano le vorrei dire. Mi ricordo benissimo che per anni, da quando è nata anna, e poi malo, mi sono afflitta con un pensiero: non so più raccontare le storie. IO! Io che entusiasmavo da baby sitter i bambini degli altri, con intere saghe di storie a puntate. Io che sono la regina delle storie, ora che sono mamma sono rinsecchita come un vecchio rovo d'inverno. E un po' mi intristivo. Poi, caso strano, il tempo terribile è passato. E insieme alle notti di sonno (quasi) tutte intere, insieme agli amici, al lavoro e alla timida ricomparsa di qualche libro, sono germogliata di nuovo. Le storie sono tornate! Ora anche anna e mauro si possono entusiasmare. Anche per loro sono arrivate le saghe delle storie a puntate. Best seller degli ultimi tempi "Il drago domestico": anna fa il riassunto della puntata precedente e poi... via!. Certo, ogni tanto mi addormento parlando e il racconto si fa sconnesso. Poi crollo in ginocchio appoggiata al lettino. Però, però, insomma un certo progresso c'è stato.
Oggi poi è stato davvero un giorno speciale. Dopo aver letto scritti meravigliosi dei miei studenti (non scherzo, qualcuno scrive talmente bene che mi commuove, e sono al tanto famigerato professionale dove-vanno-solo-delinquenti, nota bene!), ho intravisto una nuova forma di lavoro, con il ritorno di fiamma a Totem, come collaboratrice esterna. Poi, altro amarcord: mi chiamano dall'Istituto storico della resitenza, devo ritrovare il materiale sul mio prozio partigiano. Ma, mentre cerco nei meandri della libreria la mia tesi di laurea... spunta fuori un racconto che avevo scritto da bambina. E così, la giornata si è chiusa in gloria, leggendo ad anna la storia che avevo scritto quando avevo pochi anni più di lei. Ah, sì, mia dolce amica. Le storie tornano, basta aspettare un poco. Quando si spegnerà la luce rossa dell'emergenza fissa, allora, sì, ritroverai la voce. 'Notte.

Tag: storie,mamme

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