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Archivio Luglio 2008

Anche le mamme piangono

di fraffra (28/07/2008 - 09:25)

Malo: "Non devi piangere. Tu sei una mamma. le mamme non piangono, sgridano. Capito? Gli adulti non piangono mai!"
Mamma: "Certo, che se perdo il mio bambino..."
Malo: "Ma no, devi sgridare! E poi io mi perdo solo ogni tanto...
Anna: "Hei, un attimo... io non voglio essere figlia unica, poi con chi gioco?"

Siamo in cortile, a goderci un po' d'ombra estiva. Malo ferma la bici e si mette a disquisire sul fattaccio avvenuto il giorno prima. Gita a Celle a trovare le amichette al mare. Mauro (ovvio) non fa che girare sparire, ricomparire, esplorare, con una netta predilezione per i lavandini e i lavapiedi.
A un certo punto mi dice "Vado a lavarmi i piedi e torno". E invece non torna. Dopo un po' comincio a preoccuparmi, poi a cercare, poi a preoccuparmi di più. Dopo dieci minuti è chiaro che di Malo non c'è nessuna traccia in tutto lo stabilimento. Ci disperdiamo a cercare, sul mare, in strada, in giro. Cerco senza una lacrima, e la cosa mi sorprende, semi disperata ma lucidissima. Poi lo intravedo, spero, lo trovo. Si stava lavando tutto giulivo presso i lavandini di un altro stabilimento balneare. A quel punto sgorga un pianto dirotto, non ci posso fare niente, mentre lo abbraccio e poi lo scapacciono, piango, piango, piango. Mauro va completamente in crisi: "non piangere, non piangere, non piangere..."
Ecco il giorno dopo mi ha spiegato perché. Una mamma che si dispera è qualcosa di terribile, molto molto più terribile di una che sgrida e che molla scapaccioni. Non è più un'adulta.
Mi spiace per lui, ma la verità è che anche le mamme, ogni tanto, piangono.

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Pericolo Bimbi!

di fraffra (22/07/2008 - 23:03)


Qualcuno mi sa dare spiegazioni per questo? Lo ho incontrato durante una passeggiata con la mia amica Valentina e le ho chiesto di fare una foto! Che vuol dire? Pericolo baby gang? pericolo uscita asilo nido? Pericolo poppanti in libertà? Pericolo passeggini a tutta birra? Zona ad alto rischio di concepimento?

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Scienziati si nasce?

di fraffra (22/07/2008 - 22:34)

Non so se scienziati si nasce. Ma di sicuro davvero così come abbiamo la pelle, i capelli e gli occhi diversi, diversi devo essere i tessuti che fanno il nostro cervello. Io credo di non aver mai, a nessuna età,  pensato quello che viene in mente a mia figlia anna. C'è un momento speciale nella giornata, quello che precede il sonno, in cui i pensieri vagano, sorgono le domande più profonde, si riflette, quasi si sogna. Ora, quando accompagno mia figlia a nanna e vivo con lei questo momento, mi sento sempre impreparata. Le domande di stasera, per esempio:
1) la luna è più grande del sole? (facileeee, heheh, nooo cara è molto più piccola, è più piccola della Terra)
2) fammi vedere con le mani la proporzione tra la terra, la luna e il sole (e mi dà pure la scala max - min!) (ancora facile, ricordo una proporzione tipo 7:1 e me la gioco!)
3) se noi andiamo sul sole muoriamo? (risposta: sì, è una stella non un pianeta)
4) e di che cosa sono fatte le stelle? (risposta: (hehe, qui sto sul generico e va bene), di fuoco, amore)
5) Di fuoco? Ma come è possibile se non c'è aria?
Ecco fatto, la mamma annaspa. Risposta: Beh, non so credo, tipo fuoco, lava energia, non mi ricordo!

La cosa che mi sorprende è che non è casuale, lei fa sempre pensieri di questo tenore, altre domande che ricordo a caso, alcune davvero di parecchio tempo fa:
- quanto fa 4 + 4+ 4?
- esiste un gas più leggero dell'elio?
- come fa la trottola a stare dritta quando gira?

Ma tutto sommato le serate "angolo della scienza" sono nulla rispetto alle quelle in cui la prende sul trascendentale, in cui mi chiede spiegazione della vita e della morte, e magari mi apostrofa con un "Parliamo un po' di Dio, poverino, non ne parliamo mai..."

Tag: scienza,bambini,domande,genitori

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Amore di figli

di fraffra (18/07/2008 - 22:49)

La grande fatica di allevare i figli è nota. Un flusso continuo di richieste, di problemi, di esigenze, mancanza di privacy, fine della libertà di movimento, eccetera. Però devo dire che i complimenti più belli, quelli che davvero scendono fino in fondo al cuore e lo nutrono, li sanno fare come nessun altro.
Anna: "Sono così fortunata ad avere te come mamma. Sei carina, simpatica e buffa";
"Siete i miei genitori preferiti, non vi cambierò mai!"; (abbracciadomi forte) "se avessi un'altra mamma non le farei mai così".

Malo:  (mamma aveva appena finito di raccontare una storia di quando era ragazzina): "Mamma vorrei conoscerti da giovane!"

Anna: Ti adoro! però non voglio mai che mi porti all'orfanatrofio!
Mamma: Ma che dici? Niente orfanatrofio!
Malo: Che cosa? Che cosa è l'oranatorfio?
Anna: io lo odio l'orfanatrofio
Malo (più allarmato) Che cosa è l'oranatorfio?
Mamma: (santo cielo!) L'orfanatrofio non vi riguarda! é la casa dove stanno i bambini, quei pochi, che non hanno genitori, gli orfani. Non hanno né il babbo né la mamma, ma succede raramente (mento, lo so, ma non riesco a farne a meno).
Anna e Malo, sollevati, mi abbracciano.

A proposito di orfani, una notizia che piacerà a Bush: chissà perché anna chiama i bambini neri "americani". Oggi c'era un bimbo nero con padre bianco "Hai visto mamma? Quel bambino è un po' americano ma suo padre no". Misteri della società del secondo millennio.

Tag: amore,famiglia,bambini,genitori,mamma

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Fratelli

di fraffra (18/07/2008 - 22:47)

l bello di certe bambine (come la mia) è che ti dicono tutto. Limpide come laghetti alpini. ottimo per seguire l'evolversi dei rapporti familiari, in particolare con il fratellino:
Anna, 2 anni, fratello appena nato: "Mamma non è contenta, mamma cattiva, grida sempre".
Anna, 3 anni e poco più: "Io lo odio, malo, voglio che muoia. Poi ho come un senso di volergli bene, ma me lo fai venire tu!"
Anna, 6 anni, 3 giorni fa: "Io ogni tanto penso di Malo "stupido, cretino", ogni tanto gli voglio bene. Ogni tanto penso che è odioso, poi mi vergogno perché non voglio essere figlia unica"
Anna, 6 anni, ieri sera (a tavola, dopo bagno giocoso particolarmente scatenato): "Mamma! (trionfante tipo archimede che esce dal bagno) ho capito chi sposerò da grande: Malo! le mamme che hanno una bambina grande e un bambino piccolo, oppure un bambino più grande e una bambina più piccola, sono molto fortunate (mi spiega con cura, per farmi capire), perchè sanno con chi si possono sposare i figli".
Mamma: "No, vedi anna, non funziona così. Tuo fratello sarà tuo per sempre, però non ci si sposa tra parenti ma con con qualcun altro"
Anna, mi guarda perplessa, ci pensa un attimo. Poi scuote la testa, quasi compassionevole per una mamma che davvero dice cose assurde. "No, no, mi sposo con Malo".
 

Tag: famiglia,bambini,fratelli,amore

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Mantra dello statale volenteroso

di fraffra (13/07/2008 - 09:44)

Sto per compiere un ano di onorato servizio dello Stato, era infatti il 6 agosto quando dissi al provveditorato (lo so che non si chiama più così, uffa) SI, LO VOGLIO
Ecco credo di aver capito due o tre cose, che mi scrivo per ricordarmele:
1) non puoi non avere a che fare con la burocrazia. Se la conosci, non ti uccide
2) non esistono sconti, né miracoli per le persone normali. Se ti hano chiamato improvvisamente di ruolo nella tua città, non vuol dire che tu ti sia saltata la gavetta: ora hai un bel trasferimento d'ufficio a puttemburgo e dovrai come tutti farti i tuoi anni di domande e controdomande.
3) Come disse il saggio Lucio: "quod est in cartis est in rebus", amen. Rassegnati e sopravvivi: la pioggia di provvedimenti assurdi continuerà a cadere ma c'è sempre un modo per conciliare la realtà e le scartoffie. Basta solo respirare a fondo e avere un po' di inventiva.
4) Ogni scuola è diversa, diversissima. Non finirai mai di stupirti.
5) se vuoi sopravvivere impara a usare la sillaba: NO

Esempio di sorprese? Si può avere una scuola nella quale (come in tutte) si sopporta una docente alcolizzata completamente incapace di fare lezione, però per il buon nome della scuola si prescrivono nei dettagli i tipi di pettinature ammesse, di anelli, di vestiti. Non solo, si sconsigliano, anzi di fatto si impediscono le uscite didattiche. Uscire dalla scuola e imparare nel mondo è una delle poche cose sensate che ancora si fanno. Capisco ancora il decoro, anche se spinto agli eccessi. Ma perchè, dio santo, impedire le uscite? Questa ancora è una domanda senza risposta. Qualcuno ce l'ha?

Tag: scuola,burocrazia,lavoro

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Il nostro stupidario

di fraffra (09/07/2008 - 14:46)

Ricevo e diffondo a tradimento, sentite nella stanza a fianco da una collega..

Chicche della mia maturità:

"D'Annunzio era un grande estetista"

" The spices are fresch or secchen"

" I impast the farin with tomatoes and mozzarella furmage" (un bel pastone, oltrettutto...)

"Mediterraneo..it's a lake.... a big lake"

"nella pioggia nel Pineto D'Annunzio sente il don don delle campane".....la presidente urla "non ha sentito nessun don don" " Oh, scusi è vero, era un din din"

"Scusate stamattina mi ha preso l'agito"

Per quanto mi riguarda mi sono accorta che durante i colloqui sono slittata sempre di più su domande base.  Avevo per esempio diverse fanciulle studiose, ma la sensazione era che dietro la pappardella imparata a memoria ci fosse poco o nulla. Così mi sono rivestita dell'abito della rompiballe e ho fatto domande tremende tipo: "Quando è finita la seconda guerra mondiale", oppure "contro chi abbiamo combattuto nella prima?"  o ancora, difficilissima "giorno mese e anno della liberazione". Della serie: l'ultima occasione nella vita per senirsi in dovere di sapere.

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Il regno del tempo perso

di fraffra (06/07/2008 - 22:58)


Sembra quasi il titolo di uno dei romanzi fantasy amati dagli studenti, invece si tratta sempre di lei, la maturità, l'esperienza di lavoro più stravagante che abbia mai vissuto. La mia in particolare è stata una sorta di meditazione spirituale.
Saper perdere tempo con stile, essere inutili ma necessari, vagare nel nulla ma per forza. Ore, ore, ore che sfilano una dopo l'altra per fare quasi niente. Tre settimane di lavoro dalle 8 alle 15 (in media), delle quali almeno metà passate in ozio, e un altro buon quarto a fare cose intelligentissime tipo ripetere un elenco di nomi 20 volte, un elenco di numeri 35 volte, il tuo nome settantacinque volte. Eppoi firme, firme come se piovessero. Un vero trionfo della burocrazia. Che, sì, è stata snellita e informatizzata dal ministero con un famoso programma in dotazione alle scuole. Però le scuole non sono tenute a usarlo, e quindi possono decidere di fare ancora tutto a mano. E così sia.
 Il bello di questo ozio coatto è che ti viene una straordinria smania di fare qualche cosa. Però i commissari sono sei e non è facile dividere i compiti senza lasciare tempi morti a nessuno Così ci si contende come oro i lavori da fare: "scrivo io i giudizi!" "no io!" "Tu scrivi i tabelloni!" "Ma i tabelloni finiscono subito, voglio i giudizi". "Allora ce li detti"  "va bene ma quelli della terza prova sono miei". Credo di aver guardato con vero odio la presidente che si ostinava a voler dettare (ad altri) i giudizi scritti da me in brutta. Sono miei, ho dirito a copiarli io le sette volte di rito, non potete rubarmi il lavoro! Ho visto commissari uccidere per molto meno...

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Liberi tutti!

di fraffra (05/07/2008 - 23:17)

Oggi, sera del 5 luglio, posso dichiararmi finalmente in vacanza. La scuola è stata un vortice, che ha inizato ad avvolgermi nelle sue spire a settembre, lentamente, poi ha accellerato, per lunghi mesi mi ha fatto girare vorticosamente, poi mi ha spinto giù nel gorgo, sempre più giù, sempre più veloce, verso maggio mi sembrava di vivere in apnea... poi paffff un primo regalo: la fine delle lezioni. Neanche il tempo di respirare e via! ecco un altro gorgo - leggermente meno tremendo - chiamato esami. La maturità - non dovrei ma continuo imperterrita a chiamarla così - è stata poi un'esperienza tutta sua. Quello che mi rimane  addosso stasera è la sensazione dolcissima di affetto per ragazzi che conosco appena, ma così belli!
 Stamattina presto arriviamo a scuola per gli ultimi due colloqui. L'aria di Camogli è profumata e ancora fresca, la scuola è immersa nel verde. Sulle scale ci aspettano le ragazze e i fidanzati, che abbiamo gi interrogato ieri (è una classe di amori tra i banchi). S. ci delizia con la sua bellissima rierca sul cacao. Esile, bella, inquieta, fa una prova straordinaria. Era una di quelle che a scuola andava male. Siamo incredule, le consigliamo di fare l'università. "Non so - ci dice - io vorrei diventare una maitre patissier". Il fidanzato invece sogna una carriera da chef, studia l'arte della gastronomia orientale. Ascoltano il colloquio della loro compagna tenendosi per mano. Arrivano anche gi altri compagni - belli, solari, loro hanno già dato. Quando li salutiamo d'incanto dagli zainetti spuntano asciugamani e costumi, le camicette fanno posto alle canotte, i pantaloni si accorciano, l'ansia è un ricordo, ora il sole il vento i sogni, un futuro leggero come le nuvole. A rotta di collo nella discesa verso un meritato tuffo nel blu. Il bagno davvero più bello. Gli ho augurato una buona estate, davvero, davvero.

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