Habbo hotel
La, anzi le second life dei piccoli nascono e prosperano. E, così come la sorella maggiore, convincono aziende e associazioni ad aprire una sede virtuale nel loro mondo. La charitiy inglese NSPCC creerà una casa all'interno di Habbo Hotel, una comunità virtuale rivolta ai teenagers. In questo modo le sue campagne dovrebbero raggiungere (con costi decisamente più bassi, peraltro) una quantità di ragazzini molto maggiore. Come a dire: se i bambini non vanno agli assistenti sociali, gli assistenti sociali andranno da loro, nello specifico nelle loro comunità online.
Habbo Hotel è nata nel 2000 in Finlandia, e da allora al dicembre 2006 pare che abbia fatto nascere 66 milioni di habbos (così si chiamano gli avatar) nel mondo. Conta comunità "locali" in 29 paesi. Grosse cifre. E com'è che nessuno si lamenta per la sicurezza dei minori? Semplice, Habbo paga moderatori che controllano 24 ore su 24 la comunità, e ogni conversazione viene registrata. Sembra sufficiente a scoraggiare i malintezionati. Per ora non aggiungo altro, visto che i miei piccoli inernauti non si spingono ancora a tanto. E per un grande non malintenzionato le poesiole e i giochini che si vedono in home sono un incentivo sufficiente a tenersi alla larga.





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