Liberi tutti!
Oggi, sera del 5 luglio, posso dichiararmi finalmente in vacanza. La scuola è stata un vortice, che ha inizato ad avvolgermi nelle sue spire a settembre, lentamente, poi ha accellerato, per lunghi mesi mi ha fatto girare vorticosamente, poi mi ha spinto giù nel gorgo, sempre più giù, sempre più veloce, verso maggio mi sembrava di vivere in apnea... poi paffff un primo regalo: la fine delle lezioni. Neanche il tempo di respirare e via! ecco un altro gorgo - leggermente meno tremendo - chiamato esami. La maturità - non dovrei ma continuo imperterrita a chiamarla così - è stata poi un'esperienza tutta sua. Quello che mi rimane addosso stasera è la sensazione dolcissima di affetto per ragazzi che conosco appena, ma così belli!
Stamattina presto arriviamo a scuola per gli ultimi due colloqui. L'aria di Camogli è profumata e ancora fresca, la scuola è immersa nel verde. Sulle scale ci aspettano le ragazze e i fidanzati, che abbiamo gi interrogato ieri (è una classe di amori tra i banchi). S. ci delizia con la sua bellissima rierca sul cacao. Esile, bella, inquieta, fa una prova straordinaria. Era una di quelle che a scuola andava male. Siamo incredule, le consigliamo di fare l'università. "Non so - ci dice - io vorrei diventare una maitre patissier". Il fidanzato invece sogna una carriera da chef, studia l'arte della gastronomia orientale. Ascoltano il colloquio della loro compagna tenendosi per mano. Arrivano anche gi altri compagni - belli, solari, loro hanno già dato. Quando li salutiamo d'incanto dagli zainetti spuntano asciugamani e costumi, le camicette fanno posto alle canotte, i pantaloni si accorciano, l'ansia è un ricordo, ora il sole il vento i sogni, un futuro leggero come le nuvole. A rotta di collo nella discesa verso un meritato tuffo nel blu. Il bagno davvero più bello. Gli ho augurato una buona estate, davvero, davvero.
Scuola commedia splatter

Già il primo giorno che ho messo piede a scuola mi sono resa conto che Daniele Luchetti nel suo famoso film La Scuola non aveva inventato niente. La scuola è un film già bello e pronto, un vero palcoscenico su cui si rappresentano ogni giorno le storie più buffe e più tristi. In cui i personaggi sembrano usciti dalla penna di un autore dallo stile un po' pesante: la prof di italiano di mezza età, tanto brava ma sull'orlo (perenne) di una crisi di nervi; la supplente annuale, un po' più giovane ma già invecchiata precocemente causa precariato eterno; il prof tecnico-pratico che, vabbé insomma si tira avanti e meno male che il pomeriggio c'è l'altro lavoro in officina; il vecchio sindacalista che vive con la sorella, che oramai è rassegnato a tutto ma davvero a tutto e risponde sempre sospirando; il preside che il primo giorno ti accoglie dicendo "innanzi tutto bisogna ricordare che il morto non c'è mai scappato, e quindi evidentemente in questa scuola non si muore..."; il santo che fa l'orario; quella di matematica che cerca di incastrare chi le ruba i cracker dal cassetto seminando trappole numeriche; il bidello un po' strano che a volte entra in classe e chiede "ce le avete 600 lire? (sic)".
Beh, insomma tutto questo lo avevo capito subito. Quello che non mi immaginavo era il risvolto splatter, da film sulle strade violente del bronx. L'altro giorno capito in aula insegnanti (la scena teatrale per eccellenza, da cui gli attori entrano ed escono, si ritrovano e raccontano) durante l'intervallo e sento che l'atmosfera era un po' agitata. Una prof stava raccontando la rissa tra studenti del giorno prima. era visibilmente sconvolta, gli occhi sporgenti: "Insomma me lo sono visto lì, in ginocchio per terra, con tutto il sangue sulla faccia, per terra, tantissimo sangue, e lui urlava con voce roca, con tutte le sue forze "lo ammazzooooo, lo ammazzooo. Io vi giuro che ho sentito lo stomaco rivoltarsi". Mentre raccontava mimava; no, non raccontava, vomitava fuori tutta l'angoscia di questa scena. Entra il prof M: "eh, di nuovo, si stanno pestando di nuovo. Quest volta due che si tengono per le braccia e cercano di spezzarsi le gambe a calci. Avete presente quei calci dati di lato, sul ginocchio...". A questo punto accuso davvero il colpo. Non ne posso più, chiedo scusa e cerco di filare. "Mi fa impressione, sapete..." Vedo un luccichio negli occhi di M. "ah, non ti ho detto quando ho sentito il crac delle ossa...". So che sotto i baffi gli è spuntato un sorriso. Ecco, si divertono pure alle mie spalle. Santo cielo, prendiamola sul ridere, che davvero sembra di stare al fronte.
Vecchi e cannoni
A scuola si scopre come tutto sia relativo. Il concetto di tempo, di vecchio e di giovane è qualche cosa di assolutamente soggettivo. Alla Totem si viveva in un limbo, dove - tutti più o meno trentenni - il problema del vecchio e del giovane non si poneva neppure. Quando è arrivata qualcuna un po' più giovane "che ha fatto i compiti con google" certo, un po' di impressione ce l'ha fatta. Ma è niente in confronto a quello che si vive a scuola. In aula docenti sono "una ragazzina", e posso godere della sorpresa dei colleghi che vengono a sapere che invece non sono tanto ragazzina. Anzi sono già mamma, e pure due volte. A lezione invece, sono la prof. E la prof non può essere giovane, altrimenti non sarebbe una prof. Oggi però hanno passato il segno.
(lezione su Baudelaire, L'anima del vino)
STUDENTE 1 - Certo che, prof, il vino che canta nelle bottiglie?? Ma che cosa si era fumato?
PROF - Oppio credo. Ma questo non vuol dire che basti fumare qualcosa per diventare Baudelaire! (e giù pappardella su come l'ispirazione sia nulla senza duro lavoro ecc.)
STUDENTE 2 - Ma, prof, confessi, anche lei da giovane si è fatta una canna?
(PENSIERI DI PROF - Da giovane? Ma senti questi...)
PROF - Ah, non sono un politico non sono tenuta a rispondere
STUDENTE 3 - Ma che credi? Quando era giovane la prof si facevano certi cannoni (mima)
(PENSIERI DI PROF - Ah! Questo è troppo, villani! ora mi sentite)
PROF - Sentite voi... ci tengo a precisare che negli anni '70 io ero molto molto piccola... sono nata infatti nel 1973!
STUDENTE 3 - Ah, si... mio padre quando gli ho detto che fumavo mi ha detto "ma figurati... mi facevo certe trombe io..." Poi però in effetti mi ha distrutto, mi ha fatto un mazzo così.
PROF - Bene, bene, mi sembra giusto.
Morale: che ti piaccia o non ti piaccia, sei rappresentante del mondo dei GRANDI. Meno male che sei già allenata a fare la mamma. Morale 2: il mondo dei grandi è un tutt'uno indistinto. Semmai anche la prof si fosse fatta un cannone, sarebbe sicuramente successo in un tempo remoto, quando era giovane. Meno male, la mia reputazione da adulta è data per scontata e non devo conquistarmela.
Giovani e creativi, davvero
Girovagando con Anna in cerca di arte contemporanea in forme e modi adatte alla mia bimba, ci siamo imbattute in una bellissima iniziativa del Beauburg, che per festeggiare i suoi 30 anni ha aperto le sue pagine alla vena creativa di chiunque voglia cimentarsi. Si può guardare le opere create dagli utenti e selezionate dallo staff (sicuramente selezionate, sono tutte belle!) oppure cimentarsi a creare la propria. La parte creativa per la fanciulla non è stata un successone perché è basata quasi interamente sul testo, sulla parola scritta. Ma è stata invece un'ora a girellare per la gallery, divertendosi davvero tanto. La cosa più carina è guardare i nomi e le età di chi ha prodotto queste opere: quasi tutti giovanissimi. A leggere i giornali i ragazzi sotto i 25 sono tutti delinquenti, dementi e buoni solo a mettere video violenti su YouTube. Oppure sono una sorta di entità astratta da incensare in modo vacuo. Date un'occhiata invece a questi giovani (veri) creativi...
PS: meglio con Firefox, almeno nel mio computer, si vede senza installare niente





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