Amore di figli
La grande fatica di allevare i figli è nota. Un flusso continuo di richieste, di problemi, di esigenze, mancanza di privacy, fine della libertà di movimento, eccetera. Però devo dire che i complimenti più belli, quelli che davvero scendono fino in fondo al cuore e lo nutrono, li sanno fare come nessun altro.
Anna: "Sono così fortunata ad avere te come mamma. Sei carina, simpatica e buffa";
"Siete i miei genitori preferiti, non vi cambierò mai!"; (abbracciadomi forte) "se avessi un'altra mamma non le farei mai così".
Malo: (mamma aveva appena finito di raccontare una storia di quando era ragazzina): "Mamma vorrei conoscerti da giovane!"
Anna: Ti adoro! però non voglio mai che mi porti all'orfanatrofio!
Mamma: Ma che dici? Niente orfanatrofio!
Malo: Che cosa? Che cosa è l'oranatorfio?
Anna: io lo odio l'orfanatrofio
Malo (più allarmato) Che cosa è l'oranatorfio?
Mamma: (santo cielo!) L'orfanatrofio non vi riguarda! é la casa dove stanno i bambini, quei pochi, che non hanno genitori, gli orfani. Non hanno né il babbo né la mamma, ma succede raramente (mento, lo so, ma non riesco a farne a meno).
Anna e Malo, sollevati, mi abbracciano.
A proposito di orfani, una notizia che piacerà a Bush: chissà perché anna chiama i bambini neri "americani". Oggi c'era un bimbo nero con padre bianco "Hai visto mamma? Quel bambino è un po' americano ma suo padre no". Misteri della società del secondo millennio.





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