Anche le mamme piangono
Malo: "Non devi piangere. Tu sei una mamma. le mamme non piangono, sgridano. Capito? Gli adulti non piangono mai!"
Mamma: "Certo, che se perdo il mio bambino..."
Malo: "Ma no, devi sgridare! E poi io mi perdo solo ogni tanto...
Anna: "Hei, un attimo... io non voglio essere figlia unica, poi con chi gioco?"
Siamo in cortile, a goderci un po' d'ombra estiva. Malo ferma la bici e si mette a disquisire sul fattaccio avvenuto il giorno prima. Gita a Celle a trovare le amichette al mare. Mauro (ovvio) non fa che girare sparire, ricomparire, esplorare, con una netta predilezione per i lavandini e i lavapiedi.
A un certo punto mi dice "Vado a lavarmi i piedi e torno". E invece non torna. Dopo un po' comincio a preoccuparmi, poi a cercare, poi a preoccuparmi di più. Dopo dieci minuti è chiaro che di Malo non c'è nessuna traccia in tutto lo stabilimento. Ci disperdiamo a cercare, sul mare, in strada, in giro. Cerco senza una lacrima, e la cosa mi sorprende, semi disperata ma lucidissima. Poi lo intravedo, spero, lo trovo. Si stava lavando tutto giulivo presso i lavandini di un altro stabilimento balneare. A quel punto sgorga un pianto dirotto, non ci posso fare niente, mentre lo abbraccio e poi lo scapacciono, piango, piango, piango. Mauro va completamente in crisi: "non piangere, non piangere, non piangere..."
Ecco il giorno dopo mi ha spiegato perché. Una mamma che si dispera è qualcosa di terribile, molto molto più terribile di una che sgrida e che molla scapaccioni. Non è più un'adulta.
Mi spiace per lui, ma la verità è che anche le mamme, ogni tanto, piangono.
Mamme stravolte, non perdete la speranza
Una mia amica plurimamma si lamenta di non trovare ispirazione. Di sentirsi a terra, e di non avere di conseguenza l'energia sufficiente per inventare. Non è strano le vorrei dire. Mi ricordo benissimo che per anni, da quando è nata anna, e poi malo, mi sono afflitta con un pensiero: non so più raccontare le storie. IO! Io che entusiasmavo da baby sitter i bambini degli altri, con intere saghe di storie a puntate. Io che sono la regina delle storie, ora che sono mamma sono rinsecchita come un vecchio rovo d'inverno. E un po' mi intristivo. Poi, caso strano, il tempo terribile è passato. E insieme alle notti di sonno (quasi) tutte intere, insieme agli amici, al lavoro e alla timida ricomparsa di qualche libro, sono germogliata di nuovo. Le storie sono tornate! Ora anche anna e mauro si possono entusiasmare. Anche per loro sono arrivate le saghe delle storie a puntate. Best seller degli ultimi tempi "Il drago domestico": anna fa il riassunto della puntata precedente e poi... via!. Certo, ogni tanto mi addormento parlando e il racconto si fa sconnesso. Poi crollo in ginocchio appoggiata al lettino. Però, però, insomma un certo progresso c'è stato.
Oggi poi è stato davvero un giorno speciale. Dopo aver letto scritti meravigliosi dei miei studenti (non scherzo, qualcuno scrive talmente bene che mi commuove, e sono al tanto famigerato professionale dove-vanno-solo-delinquenti, nota bene!), ho intravisto una nuova forma di lavoro, con il ritorno di fiamma a Totem, come collaboratrice esterna. Poi, altro amarcord: mi chiamano dall'Istituto storico della resitenza, devo ritrovare il materiale sul mio prozio partigiano. Ma, mentre cerco nei meandri della libreria la mia tesi di laurea... spunta fuori un racconto che avevo scritto da bambina. E così, la giornata si è chiusa in gloria, leggendo ad anna la storia che avevo scritto quando avevo pochi anni più di lei. Ah, sì, mia dolce amica. Le storie tornano, basta aspettare un poco. Quando si spegnerà la luce rossa dell'emergenza fissa, allora, sì, ritroverai la voce. 'Notte.





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